giovedì 14 settembre 2017

Lettera a tutto ciò che vorrei




Vorrei poter chiudere gli occhi,
parlare apertamente al mondo,
sussurrare agli esseri umani
di guardare attraverso il riflesso
negli sguardi di ognuno.

Vorrei poter aprire gli occhi
su un mare che non divora
miseria e speranze.
Un mare che immobile,
racconta la grandezza del mondo.

Vorrei poter annusare
il vento che muove le nuvole,
affidargli sentimenti comuni,
soffiarlo sul volto di chi odia,
mostrargli ciò che non sente.

Vorrei amare per sempre,
ricordare il colore di un sorriso,
respirare i pensieri bui
delle notti insonni
sature di futuro.

Vorrei scrivere frasi
capaci di cambiare il mondo,
capaci di far innamorare
chi ha il cuore a pezzi
e chi vive di briciole.

Vorrei un cielo sempre grigio,
un velo di pioggia al giorno
e nove mesi di autunno,
per abbracciare quelle fiamme
alimentate dalla passione.

Vorrei che la vita
esaudisse i miei desideri,
piuttosto che crocifiggerli,
capri espiatori
dell'incapacità.

Vorrei essere nei tuoi pensieri
a ogni onda che si trascina
sulle spiagge del mondo,
a ogni foglia che cade
sbriciolandosi nel vento.

Vorrei che la solitudine
smettesse di bucarmi il cuore,
di esplodermi nel petto
in un impeto di spine
che dissangua l'anima.

Vorrei metter fine a tutte le guerre,
attraverso poche parole
dette velocemente,
e colmarvi di quella tristezza
che fa bene al pensiero.

InYourEyes - Francesco Krt

mercoledì 19 luglio 2017

Lettera per quando sarò morto

Perché pensi sempre alla morte,
spesso prematura, altre violenta.
La morte è la prima certezza che ho,
e l'ultima verità che conosco.

Quando sarò morto,
donate i miei organi alla medicina,
seppellite il resto nella terra umida,
lasciate la carne ai vermi,
fateli nutrire di tutto ciò che era mio,
della vana paura e dei sogni infranti,
della vorace passione e della indiscreta sincerità,
dell'amata noia e della sofferta solitudine.
E per ogni cosa nascerà un fiore deforme,
orribile agli occhi di chi vede solo dimore e non case,
parole e non lunghi pensieri,
tristezza e non sentimento.

Quando sarò morto,
non dimenticate ciò per cui ho pianto,
che oggi tutto si consuma in fretta,
siamo abituati ai pezzi di ricambio,
le batterie durano un giorno come gli amori più intensi,
e poche cose vengono fatte per durare,
e poche cose valgono il peso di una lacrima.
E di molte cose amiamo solo la fine e il nuovo inizio,
più del percorso e del tempo che passa,
più delle cose immobili e di quelle vuote.

Quando sarò morto,
pensatemi come carne viva ancora un momento,
non immaginatemi già cenere.
Che senso avrebbe,
se fossi solo polvere.
Che senso avrebbe,
l'eternità di un paradiso.
Che senso avrebbe,
il sapore del pentimento.
Che senso avrebbe,
non pensare alla morte,
se la morte è l'unica certezza che ho.

Vision - Francesco Krt

domenica 25 giugno 2017

Lettera alle donne che vorrei amare

Lascio che il fiume scorra,
lo vedo serpeggiare tra le colline,
spettatore di un paesaggio statico
che non conosce mutamenti.

Allora ho costruito un castello sulla collina,
quattro mura bianche e una torre storta,
il fiume è diventato un lago,
e ho regalato ai miei occhi qualcosa di nuovo.

Ora la solitudine mi sta stretta,
queste mura mi soffocano di notte,
il lago affoga i respiri del risveglio.

Allora scelgo d'amare.

Ma l'amore è cosa fragile,
ed io ho sentimenti impetuosi.
Ma l'amore è cosa vera,
ed io vivo di sogni irrealizzabili.
Ma l'amore è competizione,
ed io sono un perdente.

Ti ho sognata,
siamo complici di notti mai accadute,
siamo amanti estranei alle parole,
al tocco della carne,
al sudore del sesso.

Ti ho sognata,
distesa in un sorriso,
danzavi nelle mie lacrime,
cantavi le mie passioni,
fumavi i miei rimpianti,
bevevi i miei sospiri,
dipingevi le mie paure.

Ti ho sognata,
rubavi le stelle al cielo,
la pioggia alle nuvole,
la luce ai lampioni,
le grida ai disperati,
e il calore alle fiamme.

Ti ho sognata,
ma il sole è nemico degli amanti,
e l'alba è complice di omicidi scellerati.

Uccisa dal risveglio di pensieri vuoti,
dal petto si dipana un'onda,
di vergogna e di solitudine,
che mi rimbomba nelle mani,
eco disperato di desideri infranti.

Oltre il sogno non so amare,
superato l'universo, non so nuotare,
e oltre queste parole,
mi perdo nell'infinità delle cose
mai accadute.



One - Francesco Krt



domenica 2 aprile 2017

Le Fan-Art di Faby

Salute, Esploratori!

Questo post è interamente dedicato a un'aspirante fumettista, Fabiola Marcomeni - (Faby_art su Instagram dove potete trovare tutti i suoi lavori) - che con la sua magica matita è riuscita a donare forma e bellezza alle parole, ai personaggi protagonisti della saga.
Qui di seguito:


Adne e Gheler
Elden e Adeleo

Egaroth e la sua forma da Chimera

Egaroth (quando è felice)


Concept di un Orghen

Concept di una donna Elielan

Concept di un Urok

Che dire? Uno più bello dell'altro e non sono gli unici! Faby si è appassionata al mondo di Gheler e continua a mandarmi le sue fan-art, e per quanto mi riguarda potrebbe continuare anche per sempre perché questo, Esploratori, da un senso maggiore a un libro, è ciò che ripaga degnamente il tempo dedicato alla scrittura e da valore alle notti insonni, alle delusioni travestite da numeri, alle volte in cui hai dubitato di te stesso.
Cosa ne pensate?
Per quanto mi riguarda, Fabiola è riuscita perfettamente a identificare e a inquadrare ciò che ha letto. Guardando alcuni disegni ho addirittura pensato che fossero meglio di come io stesso li avevo immaginati!
Alla prossima, Esploratori.

sabato 18 febbraio 2017

Derioma è tornato, gratis e con una nuova veste (non solo grafica)

Salute, esploratori!
Magari qualcuno si ricorderà di Derioma, il mio romanzo segretissimo che inizialmente non riuscii a pubblicare gratuitamente. Ebbene, dopo mille peripezie, nuove correzioni, una nuova veste grafica molto più bella dell'originale e un sottotitolo (l'origine dell'universo), sono riuscito a soddisfare questo mio desiderio.

Gratis, perché? 
Ci sono molti perché dietro questa scelta ma parlerò di uno soltanto, del classico: perché no?
Derioma è un libro particolare, che fa da fulcro all'universo (Bibliografia) dei miei mondi (libri) futuri e passati. Inoltre, questa fantomatica origine è raccontata attraverso un particolare viaggio, una scelta narrativa che inizialmente potrà confondere il lettore, tuttavia questi troverà le sue risposte alla meta, come è ovvio che sia (ma dirlo non guasta, che ad oggi i più lo dimenticano)

Cosa c'è di nuovo: cover e testo.
Rispetto alla prima edizione, ci sono state varie correzioni, alcune molto grosse che comprendono un intero capitolo. Tuttavia, nella trama nulla è cambiato.
Riguardo alla cover: ho deciso di cambiare approccio. Se la prima descriveva alla perfezione il romanzo, di sicuro non attirava lo sguardo e la curiosità.
#2015
#2017 





















Il salto di qualità è notevole.
Questa seconda cover è stata realizzata su mie specifiche da Enzo Petrucci, e ritenermi soddisfatto del risultato che ha ottenuto è dire poco.

Dove scaricarlo:
Derioma è già disponibile su gran parte degli Store online, ed è gratuito.
In alcuni di questi però non vi è stato un aggiornamento completo, difatti il romanzo risulta avere ancora la vecchia cover e il vecchio testo: falso. Ho notato che, scaricandolo, in realtà le versione è aggiornata alla seconda edizione. Penso basterà attendere ancora qualche giorno per avere le giuste anteprime. Di seguito, comunque, vi metto alcuni link:
Amazon
GPlay
Kobo










domenica 15 gennaio 2017

Lettera dal passato

Scrivo questa lettera a te che vieni dal futuro.
Scrivo questa lettera per parlarti del mio presente.
Non ho una spiccata cultura, non viaggio molto, o almeno non fisicamente.
Conosco poco del mondo, perciò spesso mi sento banale, una pedina fuori posto che pensa di potersi muovere in diagonale e mangiare chi gli sta davanti. Un illuso.
Tuttavia non è una buona ragione per tacere, per conservare e sopprimere i pensieri.
Ti scrivo questa lettera perché l'idea di poter comunicare con il futuro mi fa piangere di meraviglia. Trovo meraviglioso tutto ciò che ha la capacità di perdurare nel tempo, che necessita di un solo istante d'ispirazione per essere inciso e tutta l'eternità umana per essere lodata o disprezzata. È ciò che provo quando osservo un dipinto rinascimentale, un edificio medievale, un vulcano che sovrasta l'orizzonte, la traccia di un fossile.
Passerà anche questa notte, come tutte le altre notti, e si perderà nello scorrere del tempo finché non arriverà qualcuno dal futuro e dirà: in quelle notti di Gennaio egli ha inciso queste parole, ed ecco che futuro e passato collidono nel presente.
Perciò ti scrivo questa lettera.
Vorrei parlarti di come vedo il mondo, di come un ragazzo di 25 anni ha finalmente calato l'ancora nell'infinito e ha accettato di credere in qualcosa. Nel mio presente, credere in qualcosa è estremamente difficile. Fino a ieri avrei detto che è addirittura impossibile.
Dalla più piccola delle banalità alla più grande delle tragedie, dalle sfortune personali alle guerre lontane di cui si sente spesso parlare, vagavo come un folle nel vuoto della vita, un'anima solitaria, egoista, capace soltanto di osservare, scrivere, ridere, piangere, ignorare. Bastava un po' di vento contrario e la mia barca si ribaltava, calavo a picco nell'oceano e mi abbandonavo alla corrente. Prima di tornare a galla passavano giorni, spesso mesi.
Vorrei parlarti di cosa provo quando passano in televisione il cadavere di un bambino morto annegato, disteso su una riva, su un set fotografico da prima pagina. Vorrei parlarti dei denti stretti, degli occhi gonfi, della fragilità delle cose. La mia fede è sempre stata fragile, una parte di me desidera ancora che Dio esista davvero, che possa punire e perdonare, donare la pace eterna. L'altra parte di me desidera solo ripudiarlo.
Vorrei parlarti di cosa provo quando la notizia dell'ennesima strage mi fa mancare il fiato, e vorrei parlarti di come l'avidità, l'egoismo, il pensiero di non essere tra le vittime, di non essere il carnefice, mi ricorda che posso tornare a respirare, che non ho colpe.
Vorrei parlarti delle ragioni che spingono gli uomini al conflitto, alla guerra, purtroppo non le conosco. Ti dirò di più: non vorrei mai conoscerle. Le ragioni giustificano ed io non voglio giustificare il terrore, non voglio farne parte.
Vorrei parlarti di queste notti passate a scrivere mentre gli altri sono fuori a divertirsi, a corteggiare le donne che amano o chissà cos'altro. Non cerco risposte, spesso penso semplicemente che le cose accadono e basta, che non bisogna chiedere al sole di sorgere perché si ha paura del buio, che il buio non ha colpe. Vorrei poter essere il buio, o il sole, o la luna, o una roccia, o la brezza che accarezza il volto del neonato morto sulle rive del mare.
Di tutto questo, vorrei parlarti, ma sono piuttosto sicuro di non conoscere le parole giuste, quelle che non mi fanno sembrare o troppo stupido o troppo altezzoso. Perciò lascia che questo testo sia semplicemente "questo testo". Un testo che desidera comunicare con un futuro qualsiasi.
Sappi, perciò, che il mondo di oggi non ha ancora compreso l'essenza dell'infinito e il volto del vero Dio che tutti dovremmo, in un modo o nell'altro, lodare.
La storia. È la storia che giudicherà le azioni dell'uomo del presente, è la storia il vero Dio che ci guarda dall'alto del tempo, ed essa non perdona, non è misericordiosa, non ha un bianco paradiso ma ha bianche pagine.
Nel mio futuro, nel tuo presente, quelle pagine saranno piene di fatti, di verità e supposizioni. Quando leggerai di noi spero che il tuo, nei nostri confronti, non sia un giudizio di sfiducia o di rimprovero.
Tuttavia non ho mai amato la speranza, né l'ho mai attesa.
Se mi chiedessero: a chi affideresti la tua speranza?
Io risponderei: alle parole del passato.
Perché sai, nel mio presente si commettono spesso gli stessi errori del passato. Siamo intrappolati nella nostra memoria a lungo termine e non vogliamo più credere alla storia, ai libri, alla fantasia, alle fiabe, all'infinito; vogliamo soltanto credere in un solo Dio. Perché cerchiamo colpevoli e non soluzioni, e quando cerchiamo soluzioni vogliamo che siano soluzioni semplici e le applichiamo anche ai problemi complessi. Dio interpreta la parte del colpevole per chi cerca sfogo, e della soluzione semplice per chi rincorre la salvezza.
Io ho smesso di cercare colpevoli ma non sono neanche capace di trovare soluzioni complesse.
La mia fede è diventata l'infinito, e nell'infinito ogni cosa, anche l'impossibile, diventa possibile. Diffidate da ciò che sembra: non è ottimismo. Non sarebbe da me. Io  trovo conforto nel pessimismo, nella sfortuna, nel nero pece, nell'aria viziata, nell'incomprensione e nelle illusioni. Il mio più grande desiderio è annegare nelle illusioni, nelle infinite possibilità che in questo mondo, in questo presente, potrebbero accadere ma non accadranno. Solo pensandole, solo immaginandole, queste cose bellissime accadono nell'infinito. Ed ecco che anche colui che è un illuso può trovare conforto.
Vorrei donare a questa lettera un finale degno, o perlomeno decente ma non ci riesco. Potete, tuttavia, immaginare che lo sia.
E da qualche parte, nell'infinito, sicuramente lo è.

Destruction and Protection - KRT




mercoledì 7 dicembre 2016

Avrei voluto

Avrei voluto amarti di più,
continuare a rincorrerti.

Avrei voluto saper suonare qualcosa,
avrei voluto saper cantare,
raggiungere il cuore delle persone in un istante;
340 metri al secondo già mi bastano.

Avrei voluto saper parlare in pubblico,
mostrarmi sicuro di quel che ho da dire.

Avrei voluto conquistare i tuoi occhi,
almeno per un giorno.
Avrei voluto parlarti, sognarti,
invece le mie notti sono sature d'incubi
e le mie giornate son colme d'un vuoto che sazia.

Avrei voluto aiutare chi ne ha bisogno,
piangere piuttosto che trattenere.

La scrittura è un percorso lento e solitario,
scrivere significa errare nel vuoto e nel tutto
ed io avrei voluto, proprio adesso,
averti qui al mio fianco,
affrontare questo viaggio insieme,
piuttosto che farmi bastare il tuo ricordo.

Mi basta il tuo ricordo.
Avrei voluto amarti di più.  

Ancient love - Krt